La fenomenologia descrittiva nella consulenza filosofica

(di Fulvio Pierantoni, 12/06/2026)

Questo articolo può aiutare a riordinare le idee nella complessità delle suggestioni e degli strumenti che il pensiero di Edmund Husserl mette a disposizione dell’incontro di dialogo filosofico, con potenziali di aiuto davvero notevoli.

Può essere utile una prima mappa sintetica giusto per annotare i punti chiave della fenomenologia husserliana:

- Intenzionalità: ogni atto di coscienza è “diretto” verso qualcosa (pensare, desiderare, ricordare sono sempre coscienza di qualcosa). Utile per far emergere l’oggetto vissuto dall’individuo (non il solo contenuto cognitivo come spesso avviene).

- Epoché (sospensione del giudizio): sospendere le assunzioni naturali/teoriche su ciò che si dà per scontato, per osservare com’è vissuta un’esperienza. Il senso è allontanare ogni tipo di pregiudizio.

- Riduzione fenomenologica: mettere in parentesi ciò che si “crede vero”, il “già interpretato” per descrivere la struttura essenziale dell’esperienza. Non è negare il mondo, è descriverne la forma fenomenica.

- Noesi / Noema: distinzione tra l’atto di coscienza (noesi — come si percepisce, valuta, sente) e l’oggetto intenzionato così come appare (noema). Serve per analizzare come una persona “costruisce” il significato di un evento.

- Lebenswelt (mondo della vita): il mondo quotidiano di significati condivisi. La consulenza esplora come certe pratiche/socializzazioni plasmano il modo di stare dell’individuo.

- Intersoggettività: come il senso è condiviso e negoziato con gli altri; utile per temi relazionali.

In sostanza, nel dialogo, la persona è invitata a descrivere un episodio problematico con dettagli sensoriali e temporali, focalizzandosi sul vissuto, non sulla spiegazione/interpretazione. Formule di aiuto per l’applicazione della sospensione del giudizio (epoché) possono essere interventi del tipo “E se sospendessimo per un attimo di pensare che X significa Y… cosa resta del tuo sentire?”. Ciò permette di distinguere con maggiore efficacia l’oggetto dell’attenzione del cliente (noema) rispetto all’atto di coscienza (percezioni, valutazioni, sentimenti: noesi) e permette di riflettere su come viene intimamente ricostruito il significato di un evento. La riflessione, a sua volta, permette di chiarire agli occhi dell’individuo il suo “mondo della vita”, cioè l’insieme di significati condivisi nel rapporto individuo-società e come pratiche di socializzazione possano migliorare o peggiorare il benessere della persona. E’ interessante e fruttuoso permettere alla persona di individuare le somatizzazioni, cioè il percepito corporeo che si accompagna alle emozioni, così da scremarlo a sua volta dall’insieme dell’evento destabilizzante. La frase da proporre potrebbe essere: “Come stai percependo questa persona/situazione? Qual è la forma del tuo giudizio/emozione? Cosa senti nel tuo corpo?”. La riproposizione di queste forme di attenzione su diversi eventi che creano disagio alla persona e che riflettono puntualmente risposte ripetitive (comportamento ipervigile, oppure autosvalutazione, oppure evitamento) vengono colte autonomamente dall’individuo e di solito gli permettono di reagire come di fronte ad una illuminazione.

Lo scopo è quello che la persona si abitui a descrivere piuttosto che a giudicare gli eventi. Quando la persona è in grado di padroneggiare questo strumento diventa abbastanza agevole percorrere nel dialogo le vicende, tipicamente in due fasi: prima il racconto dell’episodio senza interpretazioni, solo sensazioni e percezioni; poi ripetere l’episodio aggiungendo i giudizi e quindi sottolineare le differenze.

Indicazioni bibliografiche.

Opere di Edmund Husserl:

“Ricerche logiche”;

“Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica”;

“Meditazioni cartesiane: introduzione alla fenomenologia trascendentale”;

“La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale”;

Scritti vari disponibili in antologie/collezioni di saggi e appunti (editori Il Mulino, Laterza, Carocci).

Di Maurice Merleau-Ponty: “Fenomenologia della percezione”.

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Cosa si intende quando si parla di spirito di una persona?